Deghe dimandas

20 aprile 2010

Intervento del 19 aprile 2010

Filed under: Uncategorized — deghedimandas @ 07:04

Questo è stato il mio intervento fatto nell’assemblea di coalizione per la scelta del candidato sindaco per la Coalizione di Centro Sinistra.

***

Ci troviamo di fronte ad un conflitto.

Il conflitto permette da subito, prima di assumersi incarichi, di conoscere i “compagni di viaggio”, verificare obiettivi e valori comuni, trasformandoli in punti di forza oppure scegliere di fare due viaggi separati.

Viaggiare insieme è molto più faticoso, richiede maturità e responsabilità dei partecipanti. Richiede di riconoscere, accettare e rispettare i compagni di viaggio, nelle loro differenze, impegnandosi a viaggiare insieme, orgogliosi della diversità. Da questa diversità è probabile che possano nascere conflitti, l’importante è il modo con il quale gli stessi vengono vissuti e gestiti. I conflitti, quindi, da subito, ci permettono di conoscerci, di separare gli interessi personali da quelli collettivi. I compagni di viaggio portatori di interessi collettivi sono anche capaci di collaborare e cooperare con il gruppo/coalizione per l’individuazione di una strategia condivisa, e si avrà un buon viaggio con vittoria di tutto il gruppo.

Quindi, le regole che sceglieremo devono permettere a tutti di vincere; se uno perde o crede di aver perso, non ci sarà il superamento del conflitto ma riemergerà successivamente.

La situazione quindi è ottima perchè la coalizione si trova immediatamente a dover chiarire i propri valori di riferimento, e dimostrare di essere matura e solidale rispetto ai propri componenti, trovando principi inderogabili e regole condivise che portino alla una soluzione unitaria.

Quindi, quello che si è fatto per la scelta del sindaco ora, della lista e nell’amministrazione dopo, propongo che diventi il programma che verrà sottoscritto e presentato alla popolazione, qualcosa come:

” Noi, coalizione di centrosinistra, di fronte ad un problema che ci interessava tutti (il ruolo del sindaco) e di fronte a risorse scarse (una poltrona per tre candidati) abbiamo trovato questa soluzione, che ci ha permesso di rispettare le persone, ascoltare le esigenze, scegliere in modo condiviso e trovare la migliore soluzione per il paese.

Quindi, con i fatti, Vi dimostriamo che il paese verrà guidato da un gruppo che con trasparenza, mettendosi in gioco in prima persona e umilmente, affronta i problemi.

Non abbiamo soluzioni preconfezionate, ma abbiamo un gruppo di persone capaci e responsabili, in grado di affrontare qualsiasi problema, avendo come unica priorità il bene della comunità, nel rispetto dei nostri valori di legalità, rispetto della persona, dialogo, apertura ed inclusione.

La differenza fra noi e gli altri è nell’avere a disposizione un gruppo, con competenze e capace di lavorare insieme, ascoltare e trovare soluzioni. Orgogliosi delle diversità e capaci di vivere insieme, non solo a parole.”

Firmato
La coalizione di centro sinistra

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28 febbraio 2010

sviluppo locale

Filed under: Uncategorized — deghedimandas @ 13:55

… “Come strutturare i processi partecipativi, il ruolo degli attori pubblici e non pubblici per accrescere la qualità dei progetti locali?” …

Il fallimento dello sviluppo locale è legato alla mancata condivisione di regole ed obiettivi e ai comportamenti opportunistici dei singoli.

In sintesi si può dire che si realizzano politiche di sviluppo locale (PER GLI ALTRI), con un piccolo dettaglio: senza consultarli.

L’unica strada per realizzare politiche di sviluppo locale è quella di realizzarle CON GLI INTERESSATI, coinvolgendoli nella definizione di obiettivi e nella realizzazione.

Per estremizzare possiamo ricordarci che anche l’inquisizione faceva politiche “per gli altri”; peccato che le stesse non fossero condivise dai “beneficiari”.
Allo stesso modo abbiamo gruppi dirigenti “illuminati” che evitano di confrontarsi, con leggi o con i beneficiari, nella loro opera. Ogni cinque anni espongono una sintesi del loro operato e, a prescindere dall’opinione dei “beneficiari”, proseguono a fargli del bene.
Forse siamo davanti a un caso di “accanimento politico”?

Nel frattempo:
… qualche “beneficiario”, sceglie di votare con i piedi, emigrando;
… qualche “beneficiario” di non ri-chiedere l’intervento del pio amministratore, astenendosi dal votarlo;
… qualche altro, stanco, decide di astenersi, allontanarsi dalla “politica”.

La digressione rispetto al ruolo degli amministrazioni, credo sia necessaria, per molti versi sono loro che scelgono “le regole del gioco” e danno l’esempio con il loro operato.

Saludos a totus,
Marino Sedda

commento a questo articolo

5 febbraio 2010

Il patetico politico

Filed under: Uncategorized — deghedimandas @ 07:30

Riflessioni, dopo aver letto la questo post.

In uno stato di diritto, ovvero regolato da norme scritte, esiste una distinzione dei ruoli, che l’amministratore che si candida a governare dovrebbe conoscere.

Dovrebbe conoscere perchè “la legge non amette ignoranza” e perchè per parlare (prima ancora di intervenire per modificare) di qualcosa la si deve conoscere (“di ciò di cui non si può parlare è meglio tacere” diceva Wittgenstein).
Nell’articolo di Maninchedda ci sono una serie di lamentele, talmente patetiche, che non pensavo potessero essere dette o peggio ancora messe per iscritto e pubblicate.

Prima di tutto la continua ricerca di un capro espiatorio: la necessità di trovare una colpa per darla guarda un pò … sempre e comunque, a qualcun altro. In questo caso i dipendenti della PP.AA.

L’onorevole sembra non conoscere una delle basi dell’attuale ordinamento giuridico che separa l’organo politico dall’organo amministrativo, in modo da circoscrivere le rispettive responsabilità. Più o meno sapere chi fa cosa.

L’onorevole Maninchedda non è però solo, spesso gli fanno compagnia gli amministratori a fine mandato. Talvolta in buona fede.

Questa amissione di incapacità è utile però per valutare chi andrà a governarci nella prossima tornata elettorale: ha le risorse (tempo e conoscenza) necessarie per raggiungere gli obiettivi che propone? Oppure si è organizzato per far fronte a una o più di queste carenze?

Ho proposto tempo fa “Deghe dimandas po sos candidaos“, avremo risposte?

Saludos a totus,

Marino Sedda

P.S. La parte migliore della lettera è che finalmente trovo un un documento dove non viene nominato Renato Soru. Forse stiamo riuscendo a superare qualche ansia da prestazione … ai posteri la sentenza …

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