Deghe dimandas

9 febbraio 2010

Deontologia politica

Filed under: contributi liberi — deghedimandas @ 23:15
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Se partiamo dalla definizione di deontologia professionale di Wikipedia leggiamo “Talune attività o professioni, a causa delle loro peculiari caratteristiche sociali, si pensi ai medici o agli avvocati, devono rispettare un determinato codice comportamentale, il cui scopo è impedire di ledere la dignità o la salute di chi sia oggetto del loro operato“.

Ho voluto rileggere la definizione di Wikipedia perchè riflettevo sull’autoregolamentazione da dare alle nostre credenze e ai valori dell’individuo. Quello che mi ha fatto riflettere è stato ricordarmi dell’esperienza lavorativa fatta nel campo delle assicurazioni. Avevo terminato gli esami e in attesa di discutere la tesi ho iniziato a lavorare nel campo assicurativo. Durante il colloquio, mi è stato illustrato il prodotto da proporre, vantaggi per il cliente e vantaggi per me. Ho valutato come buono il tutto, l’ho fatto mio e ho indossato gli abiti del consulente finanziario. Così ho iniziato a telefonare, visitare chi aveva già un contratto e fare il classico porta a porta.

Ho conosciuto un’altra Cagliari. Una Cagliari dove crescono altarini con santi e lumicini nei piano scala in periferia; dove hanno riempito palazzi di poliziotti a Sant’Elia; dove la creatività ha creato palazzoni stile “Arancia Meccanica” in via Castelli. Un’altra Cagliari, sconosciuta e altre realtà sociali, sconosciute a me studente.

Quello che non ho mai fatto, pur condividendo, ribadisco, la bontà del lavoro che svolgevo e del servizio proposto, è stato proporre qualche prodotto a familiari o amici. I lavori, come le idee, possono cambiare. Ma gli affetti credo che seguano altre “regole”. O meglio, siamo noi, con i nostri comportamenti, che ci diamo regole e valori e, di conseguenza, anche i compagni di viaggio potranno cambiare.

Qualche compagno di viaggio lo incontreremo per affinità su interessi comuni, con qualcuno sceglieremo di fare progetti di lungo periodo, altri, pur non frequentandoli quotidianamente, sappiamo che “ci sono”, altri appaiono e scompaiono.

Le elezioni hanno molti punti in comune con le modalità di reclutamento delle assicurazioni. All’agente viene fornito uno schema logico per poter dimostrare quanto sia indispensabile e vantaggioso il prodotto offerto. È già previsto l’avvicendamento degli agenti. La maggior parte, non andrà avanti, ma farà firmare un contratto ai propri familiari e l’assicurazione aumenterà il proprio volume di contratti.

Mi sembra che spesso i ragionamenti elettorali hanno seguito questa logica, numero di familiari, scambio, calcolando il “fisiologico” avvicendamento degli agenti. Una logica autoreferenziale e di sopravvivenza che prescinde da familiari e agenti.

In conclusione credo che deontologia possa essere riassunto nel rispetto degli altri, iniziando a rispettare noi stessi, con l’attenzione all’approfondimento e all’impegno, quotidiano, in famiglia, amici e lavoro.

Poi, percorrendo pezzi di strada insieme ci si conosce e, se si condividono obiettivi e regole, si possono fare tante cose, ma per una crescita sostenibile è necessario ripartire dalla persona e dal lavoro quotidiano. Per me questa è la definizione di Deontologia politica, legata ad un agire quotidiano, piuttosto che ad una delega elettorale in bianco.

Saludos a totus,

Marino Sedda

P.S. Gli ordini professionali sono attenti a ribadire l’importanza della deontologia, fondamento del rapporto fiduciario,. Ma un gruppo politico, un partito, quali regole e che modello organizzativo deve darsi per accogliere e soddisfare anche questi bisogni?

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1 commento »

  1. Molti partiti si sono dotati di un codice etico, così come gli ordini professionali. Ma il problema è l’adesione del singolo, che manifestatamente viene dichiarata, ma che nei fatti non sempre si rivela reale. E’ lo scoglio contro cui si sono arenati tutti i modelli filosofici che hanno tentato di delineare i regimi perfetti: la volontà del singolo, che può trasformare in utopia anche il progetto più concreto.

    ovviamente condivido tutto. e i fallimenti finora registrati non significa che non si debba tentare di intraprendere questa strada, al di la degli schieramenti e delle categorie forzose e manichee in cui si vorrebbe incanalare la politica.
    ciao Gianfranca

    Commento di gianfranca — 10 febbraio 2010 @ 15:00 | Rispondi


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