Deghe dimandas

5 febbraio 2010

Il patetico politico

Filed under: Uncategorized — deghedimandas @ 07:30

Riflessioni, dopo aver letto la questo post.

In uno stato di diritto, ovvero regolato da norme scritte, esiste una distinzione dei ruoli, che l’amministratore che si candida a governare dovrebbe conoscere.

Dovrebbe conoscere perchè “la legge non amette ignoranza” e perchè per parlare (prima ancora di intervenire per modificare) di qualcosa la si deve conoscere (“di ciò di cui non si può parlare è meglio tacere” diceva Wittgenstein).
Nell’articolo di Maninchedda ci sono una serie di lamentele, talmente patetiche, che non pensavo potessero essere dette o peggio ancora messe per iscritto e pubblicate.

Prima di tutto la continua ricerca di un capro espiatorio: la necessità di trovare una colpa per darla guarda un pò … sempre e comunque, a qualcun altro. In questo caso i dipendenti della PP.AA.

L’onorevole sembra non conoscere una delle basi dell’attuale ordinamento giuridico che separa l’organo politico dall’organo amministrativo, in modo da circoscrivere le rispettive responsabilità. Più o meno sapere chi fa cosa.

L’onorevole Maninchedda non è però solo, spesso gli fanno compagnia gli amministratori a fine mandato. Talvolta in buona fede.

Questa amissione di incapacità è utile però per valutare chi andrà a governarci nella prossima tornata elettorale: ha le risorse (tempo e conoscenza) necessarie per raggiungere gli obiettivi che propone? Oppure si è organizzato per far fronte a una o più di queste carenze?

Ho proposto tempo fa “Deghe dimandas po sos candidaos“, avremo risposte?

Saludos a totus,

Marino Sedda

P.S. La parte migliore della lettera è che finalmente trovo un un documento dove non viene nominato Renato Soru. Forse stiamo riuscendo a superare qualche ansia da prestazione … ai posteri la sentenza …

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5 commenti »

  1. assolutamente non condivido. oltre ai ruoli all’interno della gestione vi sono ruoli anche tra giunta e consiglio. Purtroppo una certa deriva degli ultimi anni ci ha abituato a consiglieri che non fanno più il loro lavoro di stimolo e di critica, ed intervengono strumentalmente ed esclusivamente in prossimità delle campagne elettorali. E quando qualcuno, dai banchi della maggioranza e mentre i più sono occupati a parlare di assenteismo utile e necessario, pone l’attenzione su situazioni concrete su cui l’organo politico ha il dovere di vigilare si parla di lamentele patetiche. Questo commento è esemplificativo di quanto gli elettori anche quelli attenti alla politica si sono assuefatti agli slogan e alla beghe da campagna elettorale e ritengano stonato il lavoro fatto in modo diverso rispetto a questi schemi. Relativamente alla vicenda Soru, è utile ricordare che il consigliere Maninchedda non ha bocciato in generale la persona Soru, ma ne ha criticato alcuni metodi di governo e alcune posizioni. A scaricarlo è stato invece, è giusto ricordarlo, il suo partito.

    Commento di pietro — 5 febbraio 2010 @ 11:25 | Rispondi

  2. ad abbandonare la logica del tutti compatti a prescindere dai contenuti dobbiamo essere prima di tutto noi cittadini, e poi voi che costituite la base di un partito. Forse cosi la abbandoneranno anche le segreterie e si inizierà finalmente a pensare alle cose. Consiglio di rileggere attentamente il post e di estrapolarne i reali contenuti piuttosto che un unico passaggio peraltro fugace e relativo a un problema reale esistente nella gestione dei bilanci degli enti pubblici. non ci trovo lamentele ma una presa di posizione coraggiosa e decisamente fuori degli schemi relativamente ad alcuni dei problemi più attuali, Alcoa in prima fila.

    Commento di pietro — 5 febbraio 2010 @ 11:35 | Rispondi

  3. l’importante è leggere senza gli occhiali dell’ideologia (anzi nel caso del PD non si può parlare neppure di quella) che distorcono la realtà

    Commento di pietro — 5 febbraio 2010 @ 11:39 | Rispondi

  4. Ciao Pietro, Giunta e Consiglio, ma sempre di uno stesso gruppo.
    Gruppo che governa.
    Io non ho dimenticato altri patetici come Rifondazione, che era al governo, e scioperava contro se stesso.
    Maninchedda fa ancora parte della maggioranza che governa la regione? Se si, come cittadino, mi aspetterei atti, non lamentazioni.
    Riguardo al “tutti compatti” forse non ho espresso chiaramente il “chi fa cosa”, ribadisco che ognuno si deve assumere le responsabilità per il ruolo che riveste, le responsabilità di un politico sono personali quindi l’opposto del “mal comune mezzo gaudio”.
    Alcoa, il petrolchimico di Ottana e Portotorres e il nuovo miracolo atomico che è in arrivo, per me, sono tutti uguali: arrivano, fanno passare per la Sardegna fiumi di soldi, lasciando qualche briciola e tanto inquinamento e poi vanno via. Il risultato finale è visibile a tutti, territori deturpati e sistemi sociali, economici e produttivi drogati di assistenzialismo. Grazie anche all’aiuto del sindacato, spesso maestro nel essere al governo e opposizione contemporaneamente.
    Credo che alla Sardegna servano Politici, che abbiano a cuore l’interesse collettivo di questa e delle prossime generazioni e, sopratutto, che parlino con Atti e Fatti, non solo lamentazioni.
    Saludos,
    Marino Sedda

    Commento di deghedimandas — 5 febbraio 2010 @ 13:09 | Rispondi

  5. avrai notato che buona parte dell’intervento non sono lamentazioni . E’ espressa una linea ben precisa che parla di riconversione degli impianti e che invita all’orgoglio sardo contro l’Alcoa: vattene,paga il tuo debito con le persone che vuoi lasciare sulla strada e con il territorio che hai dissestato dal punto di vista ambientale. Investiamo sulla grande industria. Il monito va al di la degli schieramenti, che non possono essere fatti di soldatini pronti ad obbedire al pifferaio che guida le danze. E’ quello che hanno voluto con questa strampalata e antidemocratica riforma elettorale i grandi partiti, il pdl e il pd, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco e e a volte qualcuno che non puoi controllare con le prebende e le poltrone salta fuori. E allora l’invito è questo: guarda al contenuto, lascia la sigla politica e rispondi su questo: cosa ne pensi dei 25 milioni in vent’anni? della necessità di consultare la regione sulla spendita dei 60 milioni derivanti dagli 800 milioni sulle
    opere minori del FAS? di liberarsi dell’industria
    pesante e inizio un processo di riconversione? discutiamo di questo. Il vero patetico è continuare a vivere nel ricordo di un presidente regionale che ha finito il suo mandato e che ha sprecato una grande stagione di consenso. Guardiamo avanti

    Commento di riccardo — 5 febbraio 2010 @ 15:37 | Rispondi


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